IL PROGETTO – LA FABBRICA DEI MATERIALI

Più un rifiuto è integro, più è recuperabile.

Ad oggi i rifiuti speciali non pericolosi in ingresso a Scapigliato non sono recuperabili: le trasformazioni che vengono effettuate da numerosi soggetti intermedi che si collocano nella filiera di trattamento dei rifiuti, tra chi produce e chi smaltisce, fanno sì che questi rifiuti non abbiano più le caratteristiche per essere trasformati in prodotti. Ciò non significa, tuttavia, che tali rifiuti abbiano subito nel proprio ciclo di gestione il migliore e più evoluto recupero possibile.


Se infatti taluni flussi di rifiuti fossero sottoposti a processi di selezione più evoluti e raffinati, che però possono trovare luogo solo in un impianto di matrice pubblica, quindi non concepito solo per la massimizzazione del risultato economico ma anche ambientale, potrebbero essere ulteriormente valorizzati. E’ necessaria, per questo, una nuova concezione che garantisca adeguate capacità produttive in termini sia quantitativi che qualitativi, concepite come capacità di poter differenziare anche più prodotti in uscita (dai metalli, alle plastiche, ai semilavorati plastici fino al Combustibile da Rifiuto e Combustibile Solido Secondario).


Il nuovo assetto produttivo con il revamping dell’impianto di selezione dei rifiuti solidi urbani con un potenziale di oltre 80.000 tonn, il processo di valorizzazione dell’impianto di recupero di Cecina (autorizzato per 25.000 tonn annue ma espandibile) e la produzione del compost verde costituiscono con le loro oltre 100.000 tonn annue di trattamento dei rifiuti il primo lotto della fabbrica dei materiali.


La piattaforma da 200.000 tonn annue che sarà realizzata a Scapigliato entro il 2025, in grado di trattare sia il rifiuto urbano che lo speciale, è frutto delle anticipazioni di cui sopra, avviate e/o in corso di realizzazione.